Dichiarare il falso, anche se la situazione vera è conosciuta da tutti, piuttosto che essere un indizio di errore in buona fede, può essere un segno di tracotanza.

Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale per la Regione Lazio, sentenza n. 29 del 25 gennaio 2017

Con atto di citazione la Procura regionale presso la Sezione giurisdizionale per la regione Lazio ha convenuto in giudizio il signor X per sentirlo condannare al pagamento, in favore del Ministero degli Affari esteri, della somma di €. 56.352,03, per aver specificamente richiesto l’attribuzione dell’aumento di famiglia per coniuge a carico, nonostante l’avvenuta separazione dalla moglie.
Il fatto che la situazione di separazione personale del convenuto fosse a tutti nota, ovviamente all’interno del consolato, non costituisce motivo di giustificazione della condotta, anzi, al contrario, potrebbe nascondere una particolare tracotanza del convenuto e, comunque, l’istanza di ripristino del compenso accessorio è stata presentata al competente ufficio romano del Ministero che non poteva certo essere a conoscenza della realtà della situazione che si svolgeva a Porto Alegre in Brasile.
Il carattere indebito della somma, peraltro, non è messa in discussione dal convenuto che deliberatamente ha sottoscritto degli atti che non erano conformi all’effettiva situazione personale.
la sentenza

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