La PEC non interrompe la prescrizione del danno erariale se il destinatario è detenuto

Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Regione Lombardia, sentenza n 100 del 28 giugno 2017
Il difensore non contestava la mancata ricezione dell’atto di costituzione in mora a mezzo PEC in data 21 maggio 2014 da parte del convenuto, Continua a leggere

L’IRAP è dell’ASL, perchè l’intramoenia è attività dell’ASL

Corte di Cassazione, ordinanza n 15898 del 26 giugno 2017

Secondo un medico che aveva presentato ricorso per il rimborso dell’IRAP, la Commissione regionale aveva errato laddove aveva ritenuto che l’attività libero-professionale intramuraria sia attività sanitaria svolta dall’aziende sanitarie locali mentre era l’attività libero professionale svolta dal medico ad essere assoggettata, seppur illegittimamente, all’imposizione IRAP e non quella dell’azienda sanitaria. Continua a leggere

Incostituzionale la ricongiunzione onerosa se retroattiva

Corte Costituzionale, sentenza n 147 del 23 giugno 2017

​Il legittimo affidamento, presidiato dall’art. 3 Cost., non preclude le modifiche sfavorevoli dei rapporti giuridici, ma esige che tali modifiche non si traducano in una disciplina irragionevole (sentenza n. 216 del 2015).

Con riguardo alla specifica norma censurata, non si ravvisano ragioni apprezzabili, idonee a giustificare la scelta di sacrificare l’affidamento «nel bilanciamento con altri interessi costituzionali» (sentenza n. 525 del 2000) e di incidere, con effetti retroattivi, su situazioni disciplinate da leggi precedenti.

L’esigenza di armonizzazione e di razionalizzazione, illustrata nel corso del dibattito parlamentare, dà conto delle ragioni sottese alla disciplina, ma non implica la necessità di farne retroagire di un mese l’efficacia, pregiudicando un affidamento che, nel caso di specie, appare meritevole di tutela. Difatti, il lavoratore ha compiuto le sue scelte, volte a tutelare nella maniera più incisiva i diritti previdenziali, sulla scorta di una valutazione che il nuovo quadro normativo ha alterato in maniera repentina e radicale.

L’esigenza di garantire la tutela del legittimo affidamento non può che arrestarsi nel momento a partire dal quale le disposizioni della legge 30 luglio 2010, n. 122 (pubblicate nel supplemento ordinario n. 174 alla Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 176 del 30 luglio 2010) sono entrate in vigore.

A partire da tale momento, che l’art. 1, comma 3, della legge n. 122 del 2010 individua nel 31 luglio 2010, il legislatore è abilitato a dettare disposizioni atte a modificare sfavorevolmente la disciplina in vigore. Entro tale termine va limitata la dichiarazione di incostituzionalità della norma censurata (sentenza n. 416 del 1999, punto 6.2. del Considerato in diritto).
Alla luce delle considerazioni svolte, deve essere dichiarata l’illegittimità costituzionale della norma, in riferimento all’art. 3 Cost., sotto il profilo del principio di ragionevolezza e della tutela del legittimo affidamento. 

Caso Englaro: risarcimento danni conseguente a violazione del diritto all’autodeterminazione nella scelta della interruzione del trattamento sanitario riconosciuta dal giudice

Consiglio di Stato, sez. III, 21 giugno 2017, n. 3058

La Sezione ha affermato importanti principî giuridici in riferimento alla tutela risarcitoria dei diritti fondamentali della persona, avanti al giudice amministrativo. Continua a leggere

Banca dati contratti integrativi 

L’Aran e il Cnel hanno reso disponibile, attraverso una procedura WEB, la banca dati dei contratti integrativi delle amministrazioni pubbliche, consultabile all’indirizzo: http://www.contrattintegrativipa.it 
Si tratta di una banca dati che raccoglie tutti i contratti integrativi (o di secondo livello) stipulati dalle amministrazioni pubbliche e dai sindacati sul territorio. I contratti integrativi raccolti – oltre 25.000 fino ad oggi – sono inviati da ciascuna amministrazione pubblica all’Aran ed al Cnel mediante la procedura di trasmissione congiunta che è attiva dal 1° ottobre 2015. Nella logica degli “open data”, la banca dati sarà accessibile a tutti. I dati saranno consultabili e scaricabili mediante “filtri di ricerca” che consentiranno estrazioni per singola amministrazione, per territorio di riferimento, per anno di trasmissione. Questo strumento consentirà inoltre alle amministrazioni di ridurre i propri oneri informativi in materia di trasparenza. Le nuove norme introdotte con il cosiddetto FOIA sollevano infatti le amministrazioni pubbliche dall’obbligo di pubblicazione dei contratti integrativi inviati alla banca dati, a partire dal prossimo 23 giugno. In tal modo, i cittadini interessati, invece di consultare il sito di ciascuna amministrazione, avranno a disposizione un’unica pagina web “nazionale” nella quale saranno consultabili (e scaricabili) tutti i contratti integrativi acquisiti dalla banca dati. Il nuovo strumento mette anche a disposizione di studiosi e istituzioni di ricerca, interessati al tema delle relazioni sindacali nella pubblica amministrazione, un importante patrimonio informativo sul quale sarà possibile effettuare elaborazioni e ricerche ad hoc.