Una legge di adeguamento alla direttiva europea, seppur tardiva, si deve intendere efficace fino dal momento in cui doveva essere introdotta

Corte di Cassazione, ordinanza n. 16593 del 22 giugno 2018

La questione di causa è stata già affrontata da questa Corte nell’arresto dell’8 maggio 2017 nr. 11165, a cui principi, qui condivisi, va assicurata continuità.
Si è ivi ritenuto che la mancata concessione ai cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo in Italia dell’assegno per il nucleo familiare previsto dall’art. 65 della I. n. 448 del 1998 per il periodo precedente all’1 luglio 2013 costituirebbe discriminazione collettiva per ragioni di nazionalità, per violazione del principio di parità in materia di assistenza sociale e protezione sociale in relazione alle prestazioni essenziali, codificato dalla direttiva 2003/109/CE ed attuato dall’art. 13, comma 1, della I. n. 97 del 2013.
Si è evidenziato come la Commissione Europea abbia contestato all’Italia, con la procedura d’infrazione n. 4009/2013, la non conformità di alcune disposizioni vigenti nel nostro ordinamento alla direttiva 2003/109, tra le quali quella relativa all’assegno per il nucleo familiare regolato dalla L. n. 448 del 1998, art. 65.
Il Governo Italiano non sollevava obiezioni ed il Parlamento, come risulta anche dai lavori preparatori, ne prendeva atto, inserendo ia norma di adeguamento nella legge Europea 6.8.2013 n.97 (GU 20.8.2013 entrata in vigore il 4.9.2013) intitolata «disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea».
L’art. 13, in particolare, detta «le disposizioni volte al corretto recepimento della direttiva 2003/109/CE relativa allo status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo» e richiama la procedura di infrazione 2013/4009.
Tale norma nulla dispone di specifico quanto alla decorrenza del riconoscimento della prestazione ai cittadini extracomunitari lungo- soggiornanti; tale decorrenza deve essere identificata, pertanto, in relazione allo scopo (sottrarre l’Italia alla procedura d’infrazione) ed all’oggetto dell’intervento normativo (il corretto recepimento della direttiva).
Conclusivamente la norma, in base ad un’interpretazione orientata in senso comunitario e costituzionale, deve essere intesa nel senso che il diritto dei lungo – soggiornanti all’assegno decorra fin dal momento in cui esso doveva essere introdotto nell’ordinamento interno in attuazione della direttiva

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