La consegna dei referti ai “codici bianchi” senza previo pagamento del ticket, è danno erariale

Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Regione Lombardia, sentenza n. 245 del 7 ottobre 2019

A seguito di verifiche della Guardia di Finanza di Varese, la Procura erariale era stata notiziata di un possibile danno erariale derivante dalla mancata riscossione da parte della Azienda ospedaliera di Varese dei ticket dovuti dai pazienti fruitori di prestazioni di Pronto Soccorso in c.d. codice bianco, sebbene la deliberazione della Giunta regionale della Lombardia 10 dicembre 2002, n. 11534 prescrivesse per i medici del Pronto Soccorso di consegnare il referto ai pazienti assistiti in “codice bianco” solo dopo il pagamento del ticket, mentre non solo i referti risultavano essere stati consegnati in assenza del pagamento, ma in molti casi non erano state esperite le azioni necessarie per recuperare i relativi crediti.
Assumono ruolo centrale, in ordine alla ascrizione causale e psicologica del danno, accanto al direttore amministrativo, anche il vertice dirigenziale del Pronto soccorso, il direttore sanitario ed il direttore generale. Se il dirigente/primario di PS ha tollerato, con colpa grave omissiva, che i medici del suo reparto seguissero una prassi contra legem per anni, ovvero quella di consegnare referti anche senza prova dell’avvenuto previo pagamento del ticket, parimenti il direttore generale, il direttore amministrativo ed il direttore sanitario non sono intervenuti per imporre tale osservanza, benchè fossero a conoscenza della prassi seguita in PS e dei problemi di recupero crediti che originava.
Ne sono conseguiti, ma quale mera conseguenza di una iniziale inerzia gestionale, crediti rilevanti per gli anni 2003-2005, non integralmente recuperati (o in parte non più recuperabili) e così prescritti
Per agevolare tale incasso, sarebbe bastato adibire un impiegato a tale compito (di incasso di contanti o con carta di credito o bancomat, o con verifica del previo pagamento postale verificando il relativo bollettino saldato), o far confluire lo stesso presso i preesistenti comuni sportelli di incasso ospedalieri deputati ad altri servizi ospedalieri, o istallare una macchinetta meccanica a ciò deputata (soprattutto in fase notturna).
Aver abdicato a tale compito, per molti anni dopo la previa, risalente, chiara e nota DGR 11534/2002, configura colpa grave nella omissiva condotta, foriera di danno erariale ben quantificato dalla Procura, sulla scorta di riscontri della GdF, in euro 229.615,00, da ascrivere, ad avviso del Collegio, per il 25% al dirigente del P.S., per il 25 % al direttore sanitario e per il 25% al direttore generale, ed il restante 25% al direttore amministrativo.

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