Una serie di azioni contrarie alle leggi, regolamenti e doveri di ufficio costituiscono giusta causa di licenziamento

Corte di Cassazione, sentenza n. 8798 del 12 maggio 2020

La Corte di appello aveva respinto la domanda di annullamento del licenziamento per giusta causa intimato al Responsabile di struttura complessa con mansioni di Responsabile gestione operativa della filiale di ____, per aver posto in essere una pluralità di operazioni irregolari volte all’emissione di un vaglia postale senza immediato versamento della provvista mediante il coinvolgimento spontaneo di altre dipendenti di cui ha carpito la fiducia.
La Corte, ritenendo sussistente la giusta causa del licenziamento, ha respinto il reclamo proposto dal lavoratore, rilevando che i fatti, pienamente accertati in sede istruttoria (di fonte testimoniale e documentale), dovevano ritenersi integrare gli estremi della giusta causa, e in specie la previsione dell’art. 54, comma VI, lett. k), del c.c.n.I. di settore, essendo emerso che il C., pur di far fronte ad un proprio debito personale, non aveva esitato a porre in essere e a far porre in essere una serie di operazioni contrarie alle leggi, regolamenti e doveri di ufficio, carpendo la fiducia riposta nei suoi confronti dagli altri colleghi in ragione sia della stima nutrita sia della posizione sovraordinata e di responsabilità rivestita in azienda.

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