In Italia mancano 150.000 infermieri! L’OECD lo ribadisce

L’OECD (Organizzazione mondiale per lo sviluppo economico) ha rilasciato l’annuale rapporto Health at glance 2020, cioè un “colpo d’occhio” sui sistemi sanitari d’Europa.

Moltissime le statistiche riportate, ma voglio evidenziarne una in particolare, cioè quella relativa alla numerosità del personale sanitario.

In Italia il numero dei medici è in linea con la media dei EU27 (Italia 4,0 per mille abitanti, EU 27 3,8). Ma come, diranno le associazioni di categoria, e allora perchè i medici sono costretti a fare turni massacranti e straordinari spesso non retribuiti?

Il dato importante è il secondo: l’Italia ha 5,7 infermieri per mille abitanti, mentre la media EU27 è 8,2, cioè in Italia, rispetto alla media europea, mancano 2,5 infermieri ogni 1000 abitanti, cioè circa 150.000 infermieri in tutta Italia. Un’enormità.

Questo spiega anche il surplus di lavoro sui medici, costretti spesso a svolgere mansioni che in altre parti d’Europa sono svolte da infermieri, o addirittura a svolgere mansioni amministrative che sottraggono risorse e tempo preziosi al lavoro tipico del medico.

Peraltro, ormai gli infermieri in Italia hanno raggiunto un grado di qualificazione veramente buono (si consideri che il c.d. “caposala” deve essere in possesso di un master di primo livello), per cui sono professionisti che non hanno nessuna difficoltà a svolgere una serie di attività in autonomia.

Ovviamente, però, è necessario assumerli. Anni di sprechi e di tagli, hanno ridotto ad un livello insostenibile le risorse umane del SSN.

I “tagli alla spesa” non hanno intaccato la spesa improduttiva, ma quella produttiva, lasciando pressochè inalterati gli sprechi.

D’altronde non è difficile capirlo: immaginate che un amministratore infedele spenda 100, di cui 60 per una spesa improduttiva o comunque “gonfiata”, a fronte della quale riceve delle utilità indebite (p.es.: tangenti, promozioni, ecc…), e 40 per una spesa produttiva. Se improvvisamente, per disposizioni di legge, tale amministratore sarà costretto a tagliare la spesa a 80, è ovvio che cercherà di comprimere soprattutto quella parte di spesa per cui non ha un interesse personale (è un amministratore infedele!), lasciando pressochè inalterata la spesa degli “amici”. E’ ciò che è accaduto in Italia in quelle realtà dove la spesa sanitaria era “malata”: si è compressa la spesa tra l’altro del personale, risorsa fondamentale per un Servizio Sanitario, lasciando inalterati gli sprechi di apparecchiature acquistate e mai utilizzate, interventi di edilizia sanitaria mai portati a termine, ecc…

Ora è (di nuovo) certificato dall’OECD, che in Italia, rispetto alla media europea, mancano 150.000 infermieri: speriamo che, magari seguendo il mantra “ce lo chiede l’Europa”, possano essere attivate massicce politiche di acquisizione di personale.

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