Italia ancora insufficiente nella lotta alla corruzione di politici e giudici


L’Italia è risulta adempiente solo a 5 misure su 12 nel secondo rapporto di conformità del GRECO.

Il GRECO è un organismo internazionale che monitora l’attuazione da parte dei 50 Stati membri degli standards internazionali contro la corruzione.
Nell’ambito del quarto ciclo di valutazione dedicato alla “Prevenzione della corruzione di parlamentari, giudici e procuratori”, era già stato effettuato l’audit in Italia e il relativo rapporto era stato adottato il 21 ottobre 2016 e reso pubblico il 19 gennaio 2017 (GrecoEval4rep (2016)2).
Tale rapporto prevedeva 12 raccomandazioni, cioè 12 indicazioni di mancato adeguamento agli standards internazionali.
Successivamente, dopo circa 2 anni, è stato approvato il 7 dicembre 2018, e reso pubblico il 13 dicembre 2018, il primo rapporto di conformità (Greco RC-IV (2018) 13F), che valuta quali misure abbia preso l’Italia per risolvere le 12 “raccomandazioni”. Di queste 12 “non conformità” solo 3 erano state risolte, mentre 9 erano ancora inattuate o parziamente inattuate.
Il secondo rapporto di conformità, elaborato il il 16 ottobre 2020 e pubblicato il 21 marzo 2021, rende conto di queste 12 raccomandazioni, e, a distanza di 4 anni, solo 5 risultano attuate, mentre altre 6 risultano parzialmente attuate, e 1 totalmente inattuata.

Vediamo nel dettaglio le raccomandazioni su cui l’Italia è stata “bocciata”:

Raccomandazioni in materia di lotta alla corruzione dei parlamentari.
Raccomandazione n. 1): i)inserimento formale del codice di condotta nel regolamento della Camera dei deputati; ii) il perfezionamento dello stesso mediante orientamenti dettagliati sulle sue disposizioni; e iii) l’istituzione di un sistema efficace di attuazione delle norme e di assunzione di responsabilità. Secondo il GRECO rimane solo parzialmente attuata

Raccomandazione n. 2: i) l’adozione di norme chiare ed effettivamente applicabili in materia di conflitto di interesse dei parlamentari, in particolare attraverso l’elaborazione di un regime di ineleggibilità e incompatibilità basato sulla sistematizzazione, in un corpus omogeneo, di disposizioni attualmente disperse in più testi; ii) l’ulteriore razionalizzazione del processo di verifica di ineleggibilità/incompatibilità per renderlo più efficace e tempestivo.
Secondo il GRECO rimane solo parzialmente attuata

Raccomandazione n. 3:  elaborare un insieme definito di limitazioni in materia di sovvenzioni, doni, ospitalità, favori e altri benefici accordati ai parlamentari e di garantire la corretta comprensione e la corretta applicabilità del sistema futuro. Secondo il GRECO è stata solo parzialmente attuata
Raccomandazione n. 4:  i) di effettuare uno studio al fine di individuare eventuali restrizioni da applicare agli ex parlamentari una volta cessati dalle loro funzioni al fine di prevenire conflitti di interesse; e ii) di introdurre, se necessario, tali restrizioni nei suddetti casi. Secondo il GRECO rimane solo parzialmente attuata

Raccomandazione n. 5:  rafforzare le norme applicabili alle relazioni dei deputati con i rappresentanti delle lobby e altre parti terze che mirano ad influenzare il processo legislativo, in particolare sviluppando orientamenti dettagliati in materia e garantendo un controllo e un’applicazione efficaci delle stesse. Si raccomandano misure analoghe per il Senato. Secondo il GRECO rimane solo parzialmente attuata

Raccomandazione n. 6: adozione di misure concrete per sostenere l’introduzione di norme chiare sull’integrità parlamentare, in particolare mediante lo sviluppo di attività intensificate in materia di formazione specializzata. Secondo il GRECO non è stata per nulla attuata

Raccomandazione per la lotta alla corruzione dei giudici

Raccomandazione n. 10: i) di introdurre, per legge, l’incompatibilità tra l’esercizio simultaneo della funzione di magistrato e quella di membro di un organismo di governo locale; e più in generale (ii) affrontare la questione del coinvolgimento dei magistrati nella vita politica in tutti i suoi aspetti giuridici, in virtù del suo impatto sui principi fondamentali di indipendenza e imparzialità (reale o percepita) del sistema giudiziario. Secondo il GRECO rimane solo parzialmente attuata

A seguito di ciò, quali saranno i prossimi “passi” dell’Italia?
Entrambe le Camere devono ancora procedere alla formalizzazione dei rispettivi Codici di Condotta. Sono state inoltre presentate alcune iniziative per strutturare e snellire le norme e le procedure di conformità riguardanti i conflitti di interesse. Sebbene siano in corso lavori su vari fronti (ad esempio, norme sull’incompatibilità, doni e altri benefici o lobbismo), si attendono ancora risultati tangibili. Il Senato deve ancora percorrere la stessa strada per promuovere una forte cultura dell’integrità tra i suoi membri.
Per quanto riguarda la magistratura, sono state adottate misure mirate per rafforzare il regime di dichiarazione dello stato patrimoniale dei magistrati. È stato elaborato un progetto di legge per regolamentare, in maniera più rigorosa, la partecipazione dei magistrati alla vita politica- si tratta di una riforma tanto attesa, che riguarda una questione particolarmente delicata in Italia, e richiede, quindi, un’azione più risoluta.

cfr il mio articolo su leggioggi.it prima della verifica del 2016: https://www.leggioggi.it/2016/04/13/audit-per-litalia-su-corruzione-e-conflitto-dinteressi-a-fine-aprile/

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