Perchè sarebbe illegittimo ogni accordo per i tamponi gratuiti ai no-vax

Com’è noto il decreto legge 111/2021, con l’art. 1 comma 6, ha introdotto l’obbligo del green pass per il personale scolastico (introducendo l’art. 9-ter nel dl 52/2021)

La relazione tecnica che accompagna il provvedimento, in merito all’art. 1 recita che le misure non determinano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

L’unica eccezione è appunto il comma 6, per cui la RT stima per la sostituzione del personale non vaccinato oneri aggiuntivi nella misura di 358 milioni di euro, comunque da compensare con i risparmi derivanti dalle assenze del personale sostituito. Per tali oneri è previsto quindi un corrispondente stanziamento di bilancio (al comma 10 del nuovo art. 9 ter)

inoltre il comma 9 del novellato articolo 9-ter in questione autorizza la spesa di 100 milioni di euro per il monitoraggio del contagio, che dovrebbe avere come target i ragazzi fino a 14 anni e una percentuale significativa di personale scolastico. La frequenza del monitoraggio dovrebbe essere bisettimanale. Questo perchè si vuole avviare un monitoraggio continuo su studenti e personale, proprio per intervenire tempestivamente in caso di contagi.

In sintesi, il decreto legge nulla prevede in materia di tamponi da effettuare affinchè il personale no-vax abbia il greenpass, nè, quindi, stanzia le corrispondenti somme nel bilancio dello Stato.

In Italia una norma molto spesso sottaciuta prevede che la contrattazione collettiva si svolga nelle materie individuate dalla legge, e solo su quelle, e nei limiti delle risorse garantite dalla legge.

Tornando ai fatti di questi giorni, ogni “protocollo” o “accordo” con i sindacati, quindi, non può introdurre nè nuovi obblighi, nè nuovi diritti per il personale in questione, nè può prevedere nuovi oneri da parte dello Stato che non siano quelli già previsti dalla legge vigente.

Giusto per fare i “conti della serva”, simulando i tamponi gratuiti  due volte la settimana per il personale non vaccinato al costo di 8 euro per lo Stato, e ipotizzando che tale personale sia nella misura individuata dalla Relazione tecnica allegata al decreto legge, il risultato sarebbe un importo di oltre 23.800.000 euro (23.862.720 per la precisione), secondo la tabella sottostante.

Personale non vaccinatoImporto per periodoperiodo
174.92711.195.328,0031/08-15/09
109.4827.006.848,0015/09-30/09
44.4822.846.848,0001/10-31/10
24.4821.566.848,0001/11-30/11
19.4821.246.848,0001/12-31/12
TOT23.862.720,00 

Come accennato prima, il decreto legge non stanzia nessuna somma per tale tipologia di spesa, prevedendo oneri per la finanza pubblica esclusivamente per le sostituzioni del personale non vaccinato, e per il monitoraggio del contagio sia sulla popolazione scolastica, sia sul personale docente.

Per questo motivo, un accordo che prevedesse nuovi oneri per lo Stato e nuovi diritti per il personale scolastico, sicuramente non passerebbe il visto della Ragioneria Generale dello Stato, nè della Corte dei Conti.

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