Medici gemelli si scambiano i pazienti: non è truffa, ma “solo” falso

Corte di Cassazione, sesta sezione penale, sentenza n 22777 dep 10 giugno 2022


Due medici gemelli, in qualità di medici di base convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, con artifici e raggiri consistiti per M nel dirottare sistematicamente i propri assistiti al fratello, che effettuava visite mediche al posto del fratello e falsificava la firma sulle ricette di prescrizione riservate al primo, con il nome di questo ed utilizzando il suo timbro, previo accordo con il predetto, avevano indotto in tal modo in errore la Azienda Sanitaria Locale di procurando così allo stesso l’ingiusto profitto consistito nel percepire il compenso spettante dal servizio sanitario nazionale con pari danno economico per l’amministrazione pubblica, determinato in euro 407.822,58 (dal 1 gennaio del 2007 al 21 dicembre 2011) nonché nella percezione degli ulteriori benefici economici di legge;
La Suprema Corte ha cassato la sentenza impugnata poiché la Corte d’Appello ha ritenuto sussistente l’elemento del danno patrimoniale in ragione dell’artificiosa sostituzione di persona posta in essere in concorso dagli imputati, ma non ha considerato che la Corte di Cassazione aveva già rilevato che, essendo entrambi i medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, tale dato non poteva integrare ex se l’estremo del danno patrimoniale necessario per integrare il delitto di truffa.
L’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata in relazione al contestato delitto di truffa non travolge, tuttavia, le statuizioni civili adottate dalla Corte di appello in ordine ai delitti di falso in certificazione amministrativa accertati, sulle quali è medio tempore intervenuto il giudicato, come già affermato dalla sentenza n. 19707 del 2018 di questa Corte