Il legislatore re-introduce il blocco dei pignoramenti nei confronti delle aziende sanitarie della Calabria

Art. 2, comma 3-bis del decreto legge 169/2022, in fase di conversione alla Camera dei Deputati

Il decreto legge n. 169/2022 è in corso di conversione in Parlamento, in particolare è alla Camera dei Deputati, dopo il passaggio in Senato. Dovrà essere convertito in legge entro il 7 gennaio 2023.

Il comma 3-bis, inserito nel corso dell’esame al Senato, dispone che non possano essere intraprese o proseguite azioni esecutive nei confronti degli enti del servizio sanitario della Regione Calabria. Il fine dichiarato dal legislatore è di concorrere all’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, di assicurare il rispetto della direttiva europea dei tempi di pagamento e l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi sanitari della Regione Calabria. Inoltre la norma dichiara di ottemperare alla sentenza della Corte Costituzionale n. 228 dell’11 novembre 2022.

Com’è noto già la Corte Costituzione si è pronunciata con la citata sentenza (cfr https://iusmanagement.org/2022/11/13/la-corte-costituzionale-ci-ripensa-il-blocco-delle-procedure-esecutive-nei-confronti-del-ssn-della-calabria-e-incostituzionale/) sul blocco delle procedure esecutive nei confronti degli enti e delle aziende sanitarie della Regione Calabria. In particolare la Corte ha evidenziato che una misura legislativa che incida sull’efficacia dei titoli esecutivi di formazione giudiziale è legittima quindi soltanto se limitata ad un ristretto periodo temporale e compensata da disposizioni sostanziali che prospettino un soddisfacimento alternativo dei diritti portati dai titoli. Inoltre  non è giustificata l’equiparazione, agli effetti dell’improcedibilità, fra i titoli esecutivi aventi ad oggetto crediti commerciali e quelli aventi ad oggetto crediti di natura diversa, in particolare diritti di risarcimento dei danneggiati da fatto illecito e diritti retributivi dei prestatori di lavoro.

Con l’emendamento approvato al Senato viene fissata al 31 dicembre 2023 la nuova data di applicabilità delle disposizioni in esame, le quali non sono comunque riferite a crediti risarcitori da fatto illecito e retributivi da lavoro. La norma in esame, quindi, cerca di ottemperare alla sentenza della Corte Costituzionale, limitando il periodo massimo entro il quale si applicano le disposizioni di improcedibilità già previste a beneficio del sistema sanitario della regione Calabria, ed esclude i risarcimenti e i diritti dei prestatori di lavoro.

Sorge qualche dubbio comunque sulla costituzionalità della norma, poichè, non contempla “disposizioni sostanziali che prospettino un soddisfacimento alternativo dei diritti portati dai titoli”, come anche si era espressa in occasione della dichiarazione di incostituzionalità di un’latra proroga analoga (cfr https://iusmanagement.org/2021/12/10/incostituzionale-la-proroga-della-sospensione-dei-pignoramenti-degli-enti-del-ssn/)