Rassegna tributaria in Sanità: primo semestre 2019

In tema spese di pubblicità e di rappresentanza sostenute dalle imprese farmaceutiche per prestazioni rese a vantaggio dei medici, Sez. 5, n. 06092/2019, Catallozzi, Rv. 652789-01, ha concluso nel senso che sono deducibili esclusivamente i costi relativi alla concessione di premi, vantaggi pecuniari o in natura, purché ricollegabili all’attività espletata dal medico e di valore trascurabile o comunque coerente con la prassi corrente, le spese relative all’organizzazione di convegni e congressi scientifici, qualora siano di breve durata e prevedano la partecipazione di un numero ristretto di medici specialisti, nonché le spese sostenute per campioni gratuiti di medicinali per uso umano ceduti ai medici autorizzati a prescriverli, nei limiti quantitativi previsti dalla legge. Sulla base di ciò, ha confermato la decisione impugnata nella parte in cui aveva ritenuto non trascurabile il valore di omaggi di importo superiore ad euro 25,82, considerato complessivamente in ragione del singolo medico beneficiario e del periodo di imposta di riferimento.

In materia di agevolazioni, occorre premettere che Sez. 5, n. 33244/2018, D’Orazio, Rv. 652119-01, ha chiarito che l’agevolazione della riduzione alla metà dell’IRPEG prevista, per gli «enti ospedalieri», dall’art. 6 del d.P.R. n. 601 del 1973, è inapplicabile alle società in regime di accreditamento provvisorio con il servizio sanitario regionale poiché, alla stregua del quadro normativo succedutosi nel tempo, nella ristretta nozione di “enti ospedalieri” di cui all’art. 2 della l. 12 febbraio 1968, n. 132, non rientrano le istituzioni di carattere privato, che hanno un ordinamento dei servizi ospedalieri corrispondente a quello degli ospedali gestiti direttamente dalle unità sanitarie locali. Tale agevolazione permane solo in favore degli enti che svolgono sostanzialmente e strutturalmente le funzioni dei soppressi enti ospedalieri nell’ambito della rete ospedaliera pubblica del servizio sanitario nazionale ovvero in favore dei vecchi enti ospedalieri poi confluiti in aziende ospedaliere ed in presidi ospedalieri delle ASL.
Alle medesime conclusioni è pervenuta Sez. 5, n. 12500/2019, Cataldi, Rv. 653860-01, la quale, con riferimento all’IRES, ha escluso l’applicabilità dell’agevolazione in questione alle società private che gestiscono, in regime di accreditamento, case di cura convenzionate ai sensi dell’art. 43, comma 2, della l. 23 dicembre 1978 n. 833.

In relazione alla specifica materia degli enti ospedalieri e delle agevolazioni agli stessi riconosciute, Sez. 5, n. 12500/2019, Cataldi, Rv. 653860-01, ha stabilito che le società private che gestiscono, in regime di accreditamento, una casa di cura convenzionata ai sensi dell’art. 43, comma 2, della l. n. 833 del 1978, ancorché abbiano ottenuto il riconoscimento regionale di «presidio ospedaliero», non coincidono con gli «enti ospedalieri» di cui all’art. 2, comma 2, della l. n. 132 del 1968; ne consegue che ad esse non è applicabile in via estensiva la riduzione della metà prevista dall’art. 6, comma 1, lett. a), del d. P. R. n. 601 del 1973 in favore dei soli enti pubblici ospedalieri ex l. n. 132 del 1968, trattandosi di
norma agevolativa avente natura soggettiva derogatoria di previsioni generali, come tale di stretta interpretazione.

Un’applicazione specifica dei principi in tema di regime di favore ex art. 88, lett. b), del d.P.R. n. 917 del 1986 si rinviene in Sez. 5, n. 08520/2019, D’Angiolella, Rv. 653347-01, secondo la quale, in tema di IRPEG, la Fondazione Ordine Mauriziano, sebbene abbia natura di ente pubblico ospedaliero, non gode del regime di agevolazione fiscale previsto dall’art. 88, lett. b), TUIR (applicabile ratione temporis), svolgendo anche ulteriori compiti in materia di beneficienza, istruzione e di culto che, sebbene non prevalenti rispetto alle finalità sanitarie, precludono l’applicazione della normativa di favore, che opera solo per gli enti istituiti esclusivamente per l’esercizio di attività previdenziali, assistenziali e sanitarie

Sul tema, nel periodo in rassegna, è intervenuta – in fattispecie relativa a società in house partecipata totalmente da ente locale, avente natura di società commerciale operante in regime di diritto privato – Sez. 5, n. 12491/2019, Cataldi, Rv. 653732-01, per la quale, ai fini dell’esenzione di cui all’art. 10, comma 1, n. 27-ter, del d.P.R. n. 633 del 1972, concernente le prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare o ambulatoriale, non è previsto il formale riconoscimento della finalità assistenziale dell’ente erogante, potendo il relativo accertamento essere rimesso al giudice del caso concreto, né osta all’operatività dell’esenzione la natura societaria dell’ente, atteso che, alla luce della giurisprudenza eurounitaria, la nozione di «organismi riconosciuti come aventi carattere sociale dallo Stato membro» non esclude enti privati che perseguano fini di lucro.

Infine, la Suprema Corte ha stabilito che anche l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (ARPAT) è esente da ICI ai sensi dell’art. 7, comma 1, lett. i), del d.lgs. n. 504 del 1992, in quanto oltre ad essere sotto il profilo soggettivo un ente che non esercita, in modo esclusivo o prevalente, un’attività commerciale, svolge anche, sotto il profilo oggettivo, una «attività sanitaria», non genericamente finalizzata alla protezione dell’ambiente, ma specificamente volta alla salute pubblica, attraverso il controllo, lo studio tecnico scientifico e la informazione ambientale (Sez. 5, n. 11409/2019, D’Ovidio, Rv. 653719-01).

I risultati di bilancio degli enti del Servizio Sanitario: tutti i numeri del 2018

Di seguito alleghiamo i risultati di bilancio del 2018, sulla base della 4° rendicontazione trimestrale.
I risultati, quindi, sono provvisori, e, prima dell’adozione del bilancio 2018, possono mutare. Ma, visto che si tratta della 4° rendicontazione trimestrale, i dati sono molto significativi.
I file espongono i risultati del SSR regionale consolidato, quelli della GSA (Gestione Sanitaria Accentrata), quelli di tutti gli enti del SSR, e, infine, tutti i dati di bilancio, comprese le voci intermedie (p.es.: costi del personale, costo della farmaceutica convenzionata, ecc…).
Buona consultazione

bilanci 4cepa 2018

2018 risultati enti SSR

Risultati SSR Consolidato

GSA Regioni 2018

Ecco perchè Autostrade S.p.a. doveva, da tempo, dare i “conti” alla Corte dei Conti (altro che segreto di Stato!)

Nei mesi scorsi, grazie ad un ottimo articolo di Vitalba Azzolini su phastidio.net, abbiamo scoperto che i piani economico-finanziari delle concessioni autostradali sono “segreti”, cioè sono solamente nella disponibilità della struttura organizzativa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e non possono essere pubblicati.

Ma è veramente così? Forse la legge prescrive già una “terza via”, poichè tra la pubblicazione accessibile a chiunque e la conservazione “gelosa” degli atti solamente presso un ufficio, vi potrebbe essere la possibilità che i concessionari siano obbligati, in virtù di disposizione di legge già vigente, a fornire i dati ad altri organi di controllo.

Facciamo un passo indietro. All’inizio dell’anno la Corte dei Conti della Toscana (Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la
Toscana, sentenza n. 41 del 19 febbraio 2018) “tuonava” contro gli albergatori: “Al riguardo si richiama ancora quanto affermato dalle Sezioni unite civili della Corte di Cassazione: “che è consolidato nella giurisprudenza di queste SS.UU. il principio in ragione del quale elementi essenziali e sufficienti perché un soggetto rivesta la qualifica di agente contabile ……………. sono soltanto il carattere pubblico dell’ente per il quale tale soggetto agisca e del denaro o del bene oggetto della sua gestione, mentre resta irrilevante …………. il titolo in base al quale la gestione è svolta, che può consistere in un rapporto di pubblico impiego o di servizio, in una concessione amministrativa, in un contratto e perfino mancare del tutto, potendo il relativo rapporto modellarsi indifferentemente secondo gli schemi generali, previsti e disciplinati dalla legge, ovvero discostarsene in tutto od in parte…” (ex plurimis, S.U. n. 13330/2010 e S.U. n. 14891/2010).

In sintesi, la Corte dei Conti affermava che gli albergatori, in quanto “incamerano” la tassa di soggiorno dei Comuni, poi devono presentare il rendiconto non solo al Comune, ma anche alla Corte dei Conti, in quanto “agenti contabili”, cioè quei soggetti che hanno ” il maneggio di denaro pubblico”. Agli albergatori resta poco da controbattere, travolti da cotanta e perentoria affermazione, supportata addirittura dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione.

Un anno prima, tra tante, anche la Corte dei Conti della Liguria (ironia della sorte) (deliberazione n. 34/2017), si esprimeva in merito agli obblighi di una società che gestiva i parcheggi del Comune di Genova. In particolare, il Comune di Genova chiedeva se “una società gestore della sosta su suolo pubblico, in virtù di un rapporto di concessione di “costruzione e gestione”, per il quale è previsto che le tariffe introitate siano da configurarsi quale corrispettivo di costruzione delle opere, debba considerarsi quale agente contabile esterno dell’Ente concedente e, dunque, assoggettato all’obbligo di rendere il conto giudiziale, essendo la stessa società concessionaria contrattualmente debitrice nei confronti del Comune esclusivamente di un canone annuale ed omnicomprensivo calcolato sul numero di posto auto in concessione, rivalutato e rivalutabile di anno in anno secondo gli indici ISTAT”

La Corte dei Conti affermava inammissibile il quesito, poichè di competenza della funzione giurisdizionale della Corte dei Conti, ma, facendo ciò, implicitamente dava praticamente ragione al Comune (o quasi).

D’altronde anche in passato, come si legge nelle sentenze già citate, la giurisprudenza era unanime. Nel 2015, per esempio, la Corte dei Conti ha accertato la qualifica di agente contabile di SISAL S.p.a. e disposto la restituzione degli atti alla Sezione giurisdizionale Lazio, per la verifica di eventuali responsabilità amministrative ed ha restituito le rendicontazioni relative agli esercizi 2004-2009 alla società concessionaria per il tramite dell’amministrazione dei Monopoli di Stato.

Quindi è pacifico: coloro che riscuotono denaro pubblico in forza di una concessione (tassa di soggiorno, giochi, scommesse, parcheggi, e…permettetemi, autostrade), sono “agenti contabili”.
Quindi… “entro il termine di sessanta giorni …dalla chiusura dell’esercizio finanziario, presentano il conto giudiziale all’amministrazione di appartenenza (o quella per cui agiscono), che , espletata la fase di verifica o controllo amministrativo, entro
trenta giorni lo deposita, unitamente alla relazione degli organi di controllo interno, presso la sezione della Corte dei Conti territorialmente competente.
Questo non sembra sia stato fatto, ma forse ora è il caso di iniziare.